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Milano, 20 maggio 2020 – Nessun tintinnio di posate, nessun viavai di camerieri, dehor orfani. Serata tranquilla, quasi surreale nella Chinatown milanese, dove ristoranti bar riaprono con il freno a mano. Molte le serrande ancora abbassate, moltissime le attività che lavorano a metà, senza il servizio ai tavoli ma solo con consegne a domicilio e asporto.

“Siamo stati i primi a chiudere e saremo gli ultimi a riaprire”

dice Francesco Wu, consigliere Confcommercio e presidente onorario dell’Uniic, Unione imprenditori Italia Cina e gestore del locale Ramen, ancora chiuso. Niente servizio ai tavoli al Jubin: “Siamo attivi solo per take away e delivery”, spiegano. Mentre allo Chateau Dufan, a disposizione ci sono al momento tre tavoli e una saletta con quattro posti

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